Cosa vuol dire sentire il Natale?

12 AGO 20
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"Quest'anno non sento il Natale". Lo sento dire spesso da persone che vivono circostanze negative, come un divorzio, la perdita del lavoro, la morte di un caro o più banalmente la squadra del proprio cuore che non decolla. Ma il Natale dipende dal nostro sentimento? Gesù è forse nato in un'atmosfera "Coca-Cola"? Sua Madre ha dovuto affrontare lo sguardo di coloro che la giudicavano "fuori dalla Legge", poi il viaggio a Betlemme, le porte chiuse delle locande e il parto in una grotta in compagnia di un asino, di un bue e la visita di pastori zingari. Poi la fuga in Egitto, la cattiveria di Erode e la strage degli innocenti. Era questa l'atmosfera in cui è venuto al mondo il figlio di Dio. Forse che per i cristiani iracheni non è Natale? Dice un prete iracheno, don Robert Jarjis, che Gesù ha condiviso con noi anche le condizioni dolorose, perciò ora tocca a noi condividere con Lui queste condizioni. E' questo che dà il significato profondo ai fatti dolorosi,che sono"di più" di fatti dolorosi e storici:quello che si vive,in particolare quello che i nostri fratelli hanno vissuto domenica 31 ottobre,crea nell'uomo una forza che non è naturale:il sangue dei martiri ha lavato le vesti e ha creato i cieli nuovi e la terra nuova. Queste condizioni dolorose continueranno ad esistere,ma tocca a noi svelarne -piano piano- il significato e condividerli con il nostro Maestro." Questa mattina, mentre tornavo a casa da Messa, pensavo ai miei fratelli cristiani in Iraq e alle loro testimonianze riportate sul mensile di CL "Tracce" e mentre ci pensavo non ho potuto fare a meno di vedere sui balconi delle case i babbi natali arrampicanti su scale luccicanti e una coppia di anziani in compagnia di un cane con il cappotto invernale. Istintivamente mi è venuto di mandarli a quel paese,ma poi a casa,dopo aver letto un articolo di J.Waters, ho pensato che anche loro, i padroni dei babbi e del cane con capotto imbottito, attendono,forse inconsapevolmente, qualcosa di straordinario.